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Articolo: 15 aprile 1874: Che impressione!

15 aprile 1874: Che impressione!

15 aprile 1874: Che impressione! - Storie di profumi

Liberazione dalle catene dell'accademia

L'Accademia Reale di Pittura e Scultura, fondata da Luigi XIV nel 1648, trasformò la Francia nel XIX secolo, iniziando a insegnare "arte ufficiale". Il fulcro del programma di pittura prevedeva la priorità del disegno rispetto al colore, il lavoro d'atelier e la creazione di rappresentazioni identiche della natura.

Due invenzioni, tuttavia, avrebbero influenzato il programma dell'Accademia. Con l'introduzione della fotografia, i dipinti non avevano più bisogno di riprodurre fedelmente la realtà, poiché la fotografia poteva farlo in modo molto più rapido e accurato. Inoltre, con i tubetti di colore ora in commercio, gli artisti potevano uscire dagli atelier e dipingere all'aperto.

I giovani artisti parigini cominciarono così ad abbandonare i loro atelier per dipingere scene di vita quotidiana, liberandosi così dalla necessità di dipingere battaglie leggendarie o scene bibliche selezionate dall'accademia d'arte.

 

La visione prima della tecnica

I giovani artisti iniziarono rapidamente a incontrarsi per discutere delle loro visioni artistiche e delle loro opere. Fu così che all'inizio degli anni '60 dell'Ottocento si incontrarono Manet, Cézanne, Sisley, Monet, Renoir, Pissarro, coloro che sarebbero stati in seguito riconosciuti come gli impressionisti.

Per questi artisti, l'attenzione era rivolta più al modo in cui rappresentare il soggetto, piuttosto che al soggetto stesso. La parte più importante era la visione dell'artista. Manet dichiarò: "Dipingo ciò che vedo, non ciò che piace agli altri vedere".

 

Un movimento esplosivo, breve ma dirompente

Gli Impressionisti ebbero la loro prima grande apparizione pubblica nel 1863, quando Napoleone III creò il "Salon des réfusés". Questo era un luogo dove gli artisti che non erano stati ammessi a esporre le loro opere al Salon di Parigi potevano esibirle. Manet espose poi la sua "Colazione sull'erba", provocando uno scandalo.

Negli anni successivi, agli impressionisti cominciò a essere negato l'accesso al Salon des réfusés... Così, nel 1874, fondarono "La Société Anonyme des artistses, peintres, sculpteurs, et graveurs" con la quale organizzarono la loro prima esposizione il 15 aprile 1874 nell'atelier del fotografo Nadar sul Boulevard des Capucines.

Anche in questo caso, ricevettero numerose critiche aspre. Fu durante questa prima mostra che venne coniato il termine impressionismo. Un giornalista, scrivendo un articolo ironico su "Impression, soleil levant" di Monet, scrisse: "Impression, impressione, mi sono detto... Deve essere impressionismo, visto che io stesso sono impressionato". Da quel giorno in poi, gli artisti iniziarono a definirsi impressionisti.

Tra il 1874 e il 1886 si tennero otto esposizioni impressioniste. Durante quel periodo, tuttavia, emersero numerose tensioni all'interno della comunità artistica, tra coloro che, nel corso degli anni, avrebbero abbandonato il movimento. Pissarro fu l'unico a partecipare a tutte e otto le esposizioni. L'Impressionismo ebbe la sua grande svolta nel 1886, quando il mercante Paul Durand-Ruel espose i dipinti a New York.

Da quel momento in poi, la pittura fu libera da qualsiasi influenza esterna e non ebbe più bisogno di essere una rappresentazione identica della realtà. Non era più necessario essere esperti di storia o mitologia per comprendere i dipinti. Pur essendo di breve durata, il movimento impressionista segnò un punto di non ritorno nella storia dell'arte e aprì le porte a numerosi movimenti artistici che si svilupparono nel XX secolo.

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