Il blu
Il colore blu è stato uno dei colori più difficili da controllare per l'umanità. A differenza del rosso, del nero e del bianco, che hanno un significato prevalentemente simbolico fin dalle origini delle società antiche, il colore blu ha svolto un ruolo pubblico secondario. Il colore blu non aveva una presenza sociale così forte nella società antica, che gli studiosi del XIX secolo ipotizzarono che gli uomini di quell'epoca semplicemente non riuscissero a vederlo.
Tuttavia, ai confini dell'Impero Romano, Germani e Celti usavano il guado blu per creare pitture tribali che attribuivano al colore un'identità barbarica. I Romani, infatti, credevano che avere gli occhi azzurri fosse una sfortuna fisica. Al contrario, gli Egizi prediligevano il colore blu e lo usavano nei rituali funerari per proteggere i defunti in cielo, poiché credevano che allontanasse gli spiriti maligni.
L'Impero Romano ebbe un ruolo predominante all'inizio del Medioevo in Europa, che conservò l'identità barbarica assegnata al colore blu, che fu quindi utilizzato solo come tessuto per le classi inferiori. Ma a poco a poco, il colore iniziò a fare la sua comparsa nell'arte e nella Chiesa, che gli accordò un'associazione con la nobiltà, e infine, l'XI secolo segnò una svolta per il colore blu. Fino ad allora, la Vergine Maria era rappresentata in nero, grigio o verde scuro, ma nell'XI secolo fu raffigurata rigorosamente in blu.
Nel XIII secolo la nobiltà iniziò a vestirsi di blu e, alla fine del Medioevo in Europa, il blu divenne "il colore reale", mentre il rosso rimase il simbolo del potere imperiale e papale.
Attualmente, una delle opere artistiche più influenti del colore blu è quella di Yves Klein. Egli sostiene che gli artisti non creano opere belle, perché la bellezza si trova nella natura stessa. Piuttosto, l'opera di un artista è considerata "arte" quando riesce a catturare questa bellezza naturale e a mostrarla al mondo.
Nel 1960, Yves Klein brevetta il "Blu Internazionale Klein" presso l'Istituto Nazionale della Proprietà Industriale, che in seguito utilizzerà nelle sue opere monocromatiche più note. La sua decisione si basa sull'idea che il colore blu sia privo di un significato simbolico fisso e sia il più aperto all'interpretazione. Il blu è "senza dimensione e unidimensionale", il che costringe ogni osservatore ad attribuire il proprio significato all'opera senza condizionamenti preconcetti.
Il colore blu ha subito evoluzioni monumentali. Un tempo considerato indesiderabile e associato alle classi inferiori, è diventato un simbolo delle classi superiori. Oggi, gli studi dimostrano che il blu è diventato il colore preferito dalle società di tutto il mondo.

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